DRAMMA SERIO
DA RAPPRE SENTIRSI
N E L TEATRO GARGANO
L' Estate dell' anno 1819,
MILANO
Dalla Slamperia di CARLO DOVA
SidUa Contrada deW Agnello Huni, góS.
ARGOMENTO
Conquista Achille la città di Lìrnesso
alleata di Troja^ e con essa mene in
suo potere Brìseide ^ V avvenente figlia
del gran Sacerdote Briseo. Condotta al
Campo Greco ^ Agamennone la vede^ e
rapito dalle bellezze di questa Trinci'^
pessa j sì oppone alle dì lei Nozze col
vincitore p ed ordina che starà rinchiusa
nel Tempio di P allude finché duri T as-^
sedìo dì Troja.
Achille irritato da sì graoe oltraggio
giura di deporre le armi ^ e fieramente
ricusa di combattere^ se prima non gli
venga restituita V amante. Nulla può
rìmoverlo da tale proponimento; solar-
mente , allorché i Trojani condotti dal
prode Ettore ^ cominciano a rimane^
re superiori ai Greci ^ si determina a
cedere le proprie armi a Patroclo ^ af-
finché arresti i progressi del dttorioso
nemico.
Patroclo rende il cora^^io ai suoi ^ e .
pone in fuga i Trojani : Ettore però 50-
pravoìene ^ seco si azzuffa ^ e col soccorso
(T J pollo lo stende esanime a terra.
È nota r amicizia di Patroclo ^ e di
Achille^ educati insieme dai Centauro
Chitone : Achille adunque intesa la morte
dell' amico diletto ^ cade in preda al più
profondo dolore^ dal quale solo sì ri--
scuote aUor quando gli viene dal Re
A ^ givo restituita la bella ^ ed armata
Briseide ^ che pur essa V induce a ripren'^
aere le armi ^ per vendicare V amico
estinto e la patria.
Tatto ciò è ricavato dalV 1 Iliade d^ Omero.
V azione si finge nelle vicinanze di Troja.
P ERSON AGVI
AGAMENNONE , Re d' Argo.
Signor Giouanni Boggia.
ACHILLE 3 Principe di JTessaglm
Signor Antonio GordigianL
BRISEIDE 5 Amante di Achille
Signora Giouannina Gnone ToghiL
PATROCLO , Amico di Achille
Signora Carolina Michel.
ARGIA 5 Confidente di Eriseide
Signora Adelaide Cassego»
TALTIBIO 5 Confidente di Agaraennone
Signor Vietro Gentili.
GRAN SACERDOTE
Signor N. . . . Ti. . . . ^
Coro di Guerrieri Greci.
Soldati di Agamennoneo
Soldati di Achille.
La Musica ò del celebre Signor Mc^str^
NASOLINI.
Le Scene nuove sono tre ^ cioè^ Padiglione Fae*
ciata del Tempio ^ Accampaiaento ^ dU^gnatc
e dipinte dal Signor
FILIPPO QUAGLIA
Maestro al Cembalo
Signor FILIPPO BORGARDi.
Capo <r Orchestra
Sìgaor PIETRO VISCONTI.
Primo ^Violoncello
Siguor N N. . . . .
Primo Clarino
Signor BENEDETTO CARULLl.
Primo Corno di Caccia
Signor SCHIROLL
Primo Fagotto
Signor PESSINA.
Primo Contrabbasso
Signor HURT,
Trombone
Signor SPINELLI.
Machinista
Signor GAETANO GRASSL
Capo Sarto e Berrettonaro
Signor LODOVICO BURATTL
Capi^flluminatori
Signori GIUS. PAJLEARI e AMB. CASTANI
ATTO PRIMO
SCENA PRIMA
Gran padiglione d' Agamenaone nel Campo
dei Greci in vicinanza di Troja.
Agamennone circondato dcC Guerrieri»
Coro Torai V Eroe fra noi 5
E torni vincitor:
Eguale ai merli suoi
Sia sempre il nostro amor.
Agam% Tornerà P invitto Achille ,
Pien di gloria ^ e di trofei
Sono questi i voti miei ^
Il desìo di questo cor.
Coro Torni T Eroe ec.
Agatn, Sì 9 Lirnesso cadrà : possano i Numi
I voti nostri udir. Presago , o Greci ^
Di fausti eventi è il cor. Cinto d'allori
Ritornerà superbo
II trionfante Achille a cui la sorte
Arrise ognor nelle marziali imprese >
E con fasto orgoglioso ,
ijuell'alma altera e forte
Ebra di tanta gloria ,
Solo il merto vorrà della vittoria.
Ma vinca, e torni: il grado eccelso ita cm
piacque agli Dei su lui
4 LA im:ortr
Me sollevar, farà gU"* egli rispetti
D** AtriJe suo Sigaor le voglie , e i detti.
Ma ... {yedendQ Taltibio)Qhx veggio. ..Taltibi©
... Ah si / egli è (lesso.
SCENA II.
Agamennone ^ Taltìbio e detti.
Tal. Abbiam Tinto , o mio Re, noslra è Lirnesso?
Patroclo il fido amico
Del prode Achille già s' appressa , e seco
Tragge illustre Donzella
Che Dea rassembra a ognun, tanto essa è bella.
Ag. Chi fia costei ? ... Oh quale al cor mi scende
Inusitato moto !
Il nome suo ne sai ?
TaL Questo m* è ignoto
Ma qui giungono entrambi (guard.)
Ag. (con sorpresa) Oh Dei ! qual volto
Seuto solo in mirarla il cor sconvolto !
SCENA III.
Patroclo 5 Briseide , e seguite
di soldati.
Tot» \Jadde , Signor , Lirne^sso ^
E fra le illustri prede ,
Questa il guerrier sol chiede (add. Br.)
Premio del suo valor.
Mriso Ove sperar poss'io
Ristoro ai mali miei ;
Se m'involate , o Dei,
Del prode Achille il cor.
Pai. Qual dubbio, oh Ciel ! t** affanna "2
Bris. . La sorte mìa ti ranna .....
Speme .. . timor {agitata)
Pai* Qr interrompe^ T' arresta . . .
Più non r avrai funesta.
Bris. Troppo penai finor,
Pat. Al suo gran cor C c^(Ciàà(^arldit, Agam»')
Bris^ Misera !.. oh Dio • . pavento !
Paf. Dd fine al tuo tormento.
Bris. Ah! eh* io vacillo ancor!
Vat. D"* Achille ai talamo « donzella eletta
Sarai di Tende - figlia diletta
Fra dolci palpiti - in seno al giubilo
Godrai di stabile - felicità.
i?w.DWchille a! talamo - donzella eìetU
Sarò di Tetide - figlia diletta
Fra dolci palpiti - in seno ai giubilo
Godrò di slabile « felicità.
/Ogn
a 2|
Ogni periglio - ogni dolore
nostro 1 V
amore - scordar saprai,
vostro ^
Pat. Mio Re . . .
Sris, Signor . . ; .
jig. Frappooo {a Bris,^
Il tuo fato saprai : vanne , frattanto
11 bel ciglio serena; {a Fat,) e tu alle squadre
Reca il felice annunzio.
Bris.(con affanno) Oh Patria / oh Padre/
{Bris, ^ Pat, si ritì^anoy,
Ag, Dunque del Gero Achille (da se)
Essa è V oggetto amato ?
IO LA MORTO
Nè mio s^ra quel core ?
Celati aacor per poco , o mio furore /
(^partono tutti^
SCENA IV-
Gran Campo dei Greci.
suono di giulwa marcia si prssenta Aohilk
in mezzo alle Schiere.
Coro di guerrieri,
"V^ieni, o grande , vieni, o forte ^
Sprezzator tT v^ni periglio :
Ogni padre ^ ed ogni figlio
Iq le vede il difensor.
uich* Di nuovi allori adorao
A voi ritorao , amici :
11 Cielo in si bel giorno
Gloria mi dona , e amor.
Coro Viva l'iavilto Achilie,
De' Greci ?! difeasor,
jieh, Q^-t^l ^^^^o amato oggetto
Premio de** sudor miei ,
Sarà per sempre ^ oh / Dei ^
La mia felicilà.
Con lei nelle pene ,
In faccia alla morte;>
Ricolmo di ben«
11 core sarà.
m PÀTB.0CLO II
Poi di mille acciari al lampo
Tornerò fiero a pugnar :
Già P cuor ini chiama in Campo ,
Wuovi allori a meritar.
Coro Si , ritorna prode in cafnpo
Wuovi allori a meritar.
Jlch. Valorosi comparai,
IVIcCo la Grecia di vostr** armi applaude
Agli oprati prodigi. Oh ! Popol mio -,
Degno di te ritorno ,
E più disila vittoria in questo giorno.
Più degli ailoriy ond*^ hu cinta la chioma ^
Esulta quesio core,
Gicci , d:d vostro amore.
Numi! ma chi rimiro.
Frettolosi ver me mover le piante /
(^ede i^enir Patr,^ e BrUeide)
SCENA V.
Briseide , Patroclo 3 e detti.
Vatr Uh dolce amico /
Bris Oh mio diletto amante/
Ach, Adorata Briseide , è tempo ornai
Ch^abbia pace il tuo cor; tregua agli affanni*
Deh / mia c-ira ^ concedi ,
E pensa che il tuo Achille
Coli** amor che ti giura ,
Sui brama ripari«r la tuR sventura.
Popolo , amici , è questa
Che a voi presento , deih mie conquista
li più bel don che mi serbò la sorté ,
V ciJ^^itf ^ dei <uio cor, la mia consorte.
jra La morte
Coro Del nostro duce sposa ^
Beila , gentil , vezzosa ,
La nostra fò costa aie
Giuriam a te serbar.
Patr, Perchè mesta i vaghi rai (a Bris.y
Noa rivolgi al caro amante,
Aila gioja in questo istante
Apri alfine il tuo bei cor.
Bris, Dal più barbaro tormeiuo Qcon affanno}
Lacerare il cor mi sento^
M** abbaiulond la costanza
Quando penso al geuitor.
^ch» Dal tuo sen deh sgombra^ o (Jara affet)^
Ogni [ìalpito affatìnoso :
La lua pt4ce . il tuo riposo
Sacri son d' Achilie ai cor.
£rù\ Dunque ancor,». (a Patr.^
Patr, Sarai felice,
Brif, E fia ver ?
^ch. Sperar ne lice
Giorni lieti iu sen d'*amor,
(Proteggete , o Somini Dei ,
j-.. Quest' alma , ,
^ ^ ^ ^' Queil' alme P"^"
Ah pei Voi ^1 scenda in petto
Sol di pace il puro arder.
Pair. Ornai si vada al rempio
Le nozze a celebrar.
Coro Si vada, amici 5' al Tempi©
Le noz'/.e a celebrar.
Bris { ^ ^ sp^'^'t? , r afiVlto
Patr.aà} ì^' ^iestano in petto
^cA. f^i"^'' tumulti,
V u Ignoto piacer.
Coro Imene cr roni
De** Sposi il piacer, (^Partono tutti
PI PATROCLO
SCENA VI.
Padiglione.
Argia 5 e Taltlbto»
Tal Perchè si mesta , Argia ?
Al tempio s** incammina BriseiJe ^
E tu confusa intanto
Mostri sul ciglio il pianto?
Arg» Misera Ar^ia / Lungi da patrj lari
Qual contento sperar / Sol Briseìde
Mi sarà dolce speme :
Ed IO più grata ognora
Air amistade su^ oude mi onora
Liberai, o fra litorte ,
Giuro che sua sarà sino alla mùtìQ. (parte)
Tal. Aver potessi almeno
Del comune gioir j io solo il vanto ^
Ma mi predice il cor sventure e pianto^
Se pietoso 5 o Ciel -, tu sei
Deh seconda i voti miei ,
E risplenda in si bel giorno
Fido amore ed amistà /
'Via una voce al cor mi dice
Che tal di sarà infelice,
E di speme e di terrore
Mille affetti io ieuto al cor, {parte)
LA MORTE
S G E N A VII.
Esterno del Temp^io di PallaJe con Porta
ili mezzo e scalinata.
ÀI suono di maestosa marcia si presentane
Achille^ Patroclo^ Briseide^ Argia j
Popolo 5 Soldati ec.
Ach, jBr'seide ^ amico ^ oh quali ,
Splender vegg** io per noi sereni giorni /
Torni la calma , ah / torni
AlP agitato seno.
Sris. Se tu sei raio^ sé il mio destia dipende
Prence , dal tuo desire ,
In giubilo si cangia il mio martire.
Oh Dio / già nel mìo petto
Grata speme si desta , ignoto affetto ^
Ah si il tuo cor m'addita.' (^ad Achille^
Nuova felicità: quel volto accoglie
Tutto l'onor del campo
Lo splendor della gloria
Dell' animo il candore Oh Ciel perdona l
Se a protegger ti prego in tale istante
Il terror da' miei Lari , il caro amaote.
Ah no / non posso esprimere
Quello che in petto io sento
Eccesso di contento ,
Che palpitar mi fa.
A te Signor degg' io
La mia felicità.
Coro Chi può spiegar oh Dio /
La sua felicità.
Bris, Amore i nostri voti
Intese ^ amato Bene ,
m PATEOCLO
Amor le nostie pene
Aldo terminerà.
Scende jn me iranqulla calma
A sgombrar i crudi aflaa»i,
Già respira lieta 1' alma ^
E felice alfin S'ìrà
Coro Premia i! Cielo tìi (jiieir alma
La coslanie fedeltà..
Jlch. Cara , f istame è giunto
Li cui dell'Ara al piede
Eterna ci dobbiara giurar la feclG.
Vatn iNuai! chi vi<^e uiàì
Alme più fortunate.
Ack. Pia non si tardi aùdiam,
SCENA VII!.
jigamennone ^ Taltibio e Soldati,
Aga. Olà fermate ;
II preparato rito (sorpr. gen )-
Si sospenda, io lo voglio. lafin che .avvampa
Della guerra T incendio
lioUa nemica Troja , ah / mal non fia
Che di Biiseide sposo Achilia sia.
Di Pallade nel tempio iaUato resti
Briseido tua , lo impone il tuo Sovrano.
jich. Ah tu r imponi invano/
Numi ! chi può frenar Tira e Io sdegno?
Indarno credit indegno,
D'avvilirmi cosi ... capace io sono
jiga, Tant** osi , o traditor ?
Vatr, Frenati , amico«
Bris, Ah / mio tesoro ... oh / Dio.
dck. No, ritegni non soffre il furor mio.
Ah / chi frenar può mai
Le fttrie del mio core ?
l6 LA MORTÈ.
Perfido traditore 5
Io ti farò tremar.
^éga» Non temo i sdegni tuoi ,
Condanno un folle amore ^
Non ho viltà nel core ,
Nè mi farai tremar.
rOeh per pietà ti calma,
Patr, ! Placa quel giusto sdegno 3
Bris. I Pensa alla Patria al Regno ,
V Pensa eh' egli è il tuo Re ^
Ach* Egli è un nemico indegno ,
Che dei mio cor gP affetti
Vorria usurparmi ancor.
Coro Ingrato a questo segno ^
Perchè si mostra il Re /
(dopo hrei^Q pausa)
Ach. Snuda quel ferro ) indegno ,
Vedremo il tuo valor.
Aga» Noti temo 5 no il tuo sdegno ^
S'' accende il mio furor.
( Ach. e Aga snudano la spada , e cosi
fanno i Soldati da ambe le parti)
Tutti Fermate (^opponendosi)
Tutti Che fate?
(5/ apre la Vorta del Tempio ed affacciane
dosi il gran Sacerdote , dice)
*Gran 5. Qual è quell'empio.
Che questo Tempio
Vuol profanar ?
Tal. ^Confusi I e stupidi
Coro / parlar.
DI FRATOGLO
Gran ^S. Briseide al Tempio venga ^
Lo vogliono gli Dei,
Ì Miseri affetti mìei /
Mio sventurato amore/
a 2 ^ Brieside * i j- «i
Bris. Achille AJdio , il core
^ Resistere non sa :
ylrg, A tanto affanno il core
Resistere non sa.
jéga. il loro affanno il core
Or giubilar mi fa.
ro
A. tanto affanno il core
Resistere non sa.
rQuaiuì sul cor mi piombane
Tutti \ spavento:
*' ì Larve tremende orribili
A Mi fanno palpitar.
Bris. j-E fino ^ quando^ o Dei 5
Arg. ^\ Dovremo paventare'
Aoh (
Coro '1^'^ ^^"^ ^ quando, o Dei 5
I Dovremo paveninr /
Arg. L'eira de' Numi, o Rei 3
Dovete paventar,
Vatr, Signor, quei tuj furore (^aà Again^
Aga. \a abborro .... {(loceji, Acìi^
Ach. {ud A^ani ) . . Io i** abbandono . . «
Pcifr. Modera il tuo figure.
Aga. Noa speri mai p doao . . . (acce/s, Acji )
Ach. Respiro sol vendetta.
Asa. i v - voi . ,
LA MORTE
'Quanti sul cor mi piombano
Oggetti di spavento :
Larve tremende orrìbili
Mi fanno palpitar.
Ah fine a quando , oh Dei
Dovremo palpitar /
9f« »9« •«« >•« »•» »•« 4* »*• >«f» »|« Ile »|« . »4.s st» »r
S G E N A FRI M A
Padiglione d** Agamennone.
Agammnone y Tultibio 8 Greei ^ indi Vatroch.
jangia, o Signor ^ consiglio^
Rendi , deh / per pietà ^ rendi ad Achille
De** suoi voti 1' oggetto f
Pensa che fier periglio
Minaccia i Greci, e che a** Troiani amico
Congiura or Marte a danni nostri, e £ors€
Ah / no , dal n io pensiero
Forza non tia che mi rimova alcuna»
L:*scia che questo altero
Duce sen parta. Non sarà fortuna
Avversa sempre , e Aguniennon sol basta
Il nembo a dissipar , che ci sovrasta.
Ve('rà il superbo Achille ,
Che vinto ancor non sono ^
E allo splendor dei trono
L** orgoglio cederà.
Dolce speranza amica ^
Conforto a questo core^
In tanto rio dolore,
iVr assisti per pietà.
Che rabbia, che veleno ,
Cile fi' ra smania io sento §
L'*ecct-sso del tormento
Mi porta j& delirar/
se luA MORTE
jTu/ ì Ah / mio Signor, supplice aacor ten prego^
poni confine al tuo furore immenso.
Guarda . ver noi s"* avanza
Folta sciiier^ di Popolo dolente.
(ye.d(}n ( ) v enire moki Gusrriei^i ^ che ine.sta'^
meaiQ si avanzano i^erso Agaiuermone)
C E N A II.
Patroclo -> e detti »
'■^atr. f roppo fatala esser potrà alia Grecia
Quel tao rigor, cooipreadi dunque, e mira
Che col ciglio di pianto umido e grave j
Ti chieggono le Schiere il loro Duce.
.dga. Basta , non più 5 già il vostro duol nel seno
Ira mi desta e noB pietà.
Patr* Deh eessi
L' implacabil tuo sdegao alfia rammenta
Che se ti manca del Pelide il brando
Tutto , Signor , fia vano
Della Grecia il valor contro il Trpjano.
Non mi rispondi? Ah pensa
ditegli di Teti è figlio
Ma volgi altrove minaccioso il ciglio ?
Misero ! Ah chi sa (juanto
Si prepara per aoi dolore e ^pianto /
Ah quando cesserà
Di palpitarmi il cor!
Ah quando avrai pietà (aci liga,)
Dfii suo dolor /
Aga Tfi van speri pietà: d' Atride il core
Tu non conosci ancor.
-Patr Ti placa
-Aga, {ccn irà) Taci
feilè grave il tuo garric (,parte)
DI PATROCLO ai
*l^atr. Barbaro^ trema;
Nel tuo crudo gioire
Di PatroiJo vedrai qua! sia T ardire.
Lo sdegno io noa pavento
D"* un'Oppressor crudele^
\ Sino air estremo accento
10 serberò fedele
Al caro amico il cor.
Ah sfido in tal momento ^
O sorte, il tuo rigor!
Coro 5"^^' nostro Duce intrepidi
f Combatteremo ancor.
Vatr. Ah di speme amica un raggio ,
Soraimi Dei , mi scende in seno
11 mio core omai sereno
Torna in pace a respirar.
Pia noii vegga il mio coraggio
Il Tiranno a vacillar.
Coro S^^^ Achille il grave oltraggio
I Proatì siamo a vendicar. [partono
SCEKA III.
Ameno boschetto : da un Iato vedesi la tenda
d'Achille^ in lontananza Mare con Nave. Si
vedranno appese ad un albero la armi d*^ Achille.
Achille seduto ^ indi Patroclo,
Ach, liccoti, Achille, in preda
Air affanno , al dolor / deluso , oppresso ^
Spoglio de** diritti suoi, di Tetì il figlio
Come sen giace oh ! Dei . .
Oh.' mia Briseide amata, ah / dove sei?
Chi mai da me t' invola ,
E in taate pene, oime / chi mi consola 1
LA MORTE
Provo (1^ aversi» fato
L** ira e i! rigor ^ Rabbia ... furor ... (Ji^pettt
Gelosia. Furie, voi ^ che lacerate
Quest' iafelice core, ornai cessate:
V* iatesi io già ^ da voi si cbsefle, e aspetta^
E r avrete , vel giuro y alta veadetta*
SCENA IV.
Patroclo 5 e deui.
ì?alr, Sì ? tanta frode Achille
Vuol vendetta , e T avrà ^ ma pensa^ amicoj
L'offensore qual è 5 pensa che i Numi
Han prescelto il tuo braccio^ onde la Grecia
A tanti suoi trionfi
Altri ne aggiunga ancor. Ettore in breve
Nel Greco eanipo istesso
Penetrerà , di trionfar sicuro.
jich. Di Briseide mi parla , altro non curo.
(sP avanz ino alcuni Greci Guerrieri fret^
lotosi y e dicono^
/Le Teucre schiere
I Oh / come altere
Coro i Spiran furor /
I L'audacia a togliere
Vieni ^ o Signor,
Patr^ In difesa dtl Campo
Tutti accorrete , in breve
D"* Kitore a dmno , e de* Trojan! suoi
Achille volerà a trionfar con noi.
(j?artono i Guerrieri)
Ach. Vana lusinga /
PaU\ Ah ! Vieni ,
Vieni ad armarti.
Ach* Non fi a mai.
DI PATROCLO ^\
fatn Deh / A se o Uà
Le voci cV amistà.
Ach, No.
Patr. Te ne prego g
Per la Dea Teti»
Ach. No.
Vatr,, bi 3 ti scongiuro
Per r Amata Briseide.
.'icA. Oh Dio /
Vatì\ Deh ! pensa
Che amando Achilìe 5 ama del pari in lui
La gloria sua.
Adi, (dopo breve silenzio)Vdiivo(Ao:, mi odi. Voglio
Cingerti di quell'armi, e vola in Campo ^
Pugna per me ^ per me trionfa, A questo
Mi forza 1' amistà , m^ impegna un nome
Dolce e fatai , vanne . . Del Fabro Dio.,.
(prende , il suo Elmo , e la spada y e la
cinge a Patroclo)
Lf)scia che P elmo in fronte
Ti ad latti di mia mano Ecco la spada :
Pugna, trionfa ; e il teucro stuol sen cada.
Vanne y combatti e vioci ,
Poi torna a questo seno :
Avrà (a Grecia almeno ,
Se non d' "Ichiile il braccio 5
Un altro difeusor.
Vatr. A tali accenti il core
S' accende di valore ;
Vado al cimento j e spero
Tornare viucitor.
Ach. Pria di partire , o caro ^
Dammi ua amplesso ancor.
Vatr.. Ah / che momento amaro /
Si gela in seno il cor.
a 2
MORTE
Ah / forse V uliimo
Amplesso tenero di dentro)
Qaesto sarà / (si odono le Trombe al
Ma già , invita al Campo
t
Di fiera trombi il saono ,
Di oiille acciari il lampo
Non farà tremar.
{partono da parte opposta)
SCENA V.
Esterno del Tempio di Pallade*
jigamennone 5 Taltibio , Soldati,
Talt. Signor , seconda i comun voti ^ in seno
Pticondaci ad Achille di Lirnesso
La desiata beltà. L** armi riprenda 9
E dei nemici sia il tenore.
Aga, 3a vano
Voi lo chiedete a me.
Talt. Dunque tu brami
Udii; de** Teucri alteri
Le vittorie e le pompe? Ab ,^ ben rifletti 1
L** interesse ... la gloria,
4ga. Olà ! tacete,
E dello sdegna mio tutti temete.
(partono iutti)
DI PATROCLO
S C E N A VI.
Graa Tempio di Pallade,
Briseide seduta^ immersa nel dolore; Argia ^ poi
^gam, e Taltibiò , Guerrieri e Soldaii,
Arg, ]Mia Principessa j il duolo
I>eh / tronca per pietà.
Bris. No 5 che la calma
Ricerca invan quest' alma ;
Invan gl' irati Dei . . • •
E Achille ... ah / forse Achille io già perdei.
(Agam, in disparte ode ciò che dice ^ indi
/ auanza)
Aga. Ah.' che presago il core i^fi^S dolore)
Ti disse il ver, Appenci ei scese in campo^
Che a morte lo sospinse osiil furore.
Bris, Oh / Ciel, io non resisto:
Uccidete me ptir , barbari Dei.
(^Abbandonandosi sopra Argia)
Aga. No, vivi 5 o cara, per gli affetti miei.
Sm. Stelle , che sento ? Qria^endosi)
Oh! avversa sorte, oh/ pena.
Ecco il frutto funesto
Sì , T empio frutto è questo
Della grand^ ira vostra /
Non fia mai ch'aio t** accolga ; (ad Aga)
Sol r odio mio sarai :
Se estinta non mi voi fra le tua squadre^
Rendimi dunque al Padre/
Àga, Nobile ardir / ho tutta V alma scossa r
Contrasta il veggio a miei disegni il fato
Dunque si ceda.
ris . Ebbon . . . (^risoluta)
3
ù3 LA HORTK
À^a. Esulta, hai vinto,
Bris. È elle ! . . • non è ? . . .
Aga, No 5 non è Achille estiato.
Bris Oh / gioja • . • e tu . . .
Aga. Ti cedo,
Sua sarai.
Sris. ehc sstante lusinghiero /
Ah / mi perdona, o Prence ,
Se trascorsi cosi : se il caro amante
Mi rendi in questo giorno, un si gran don#
Rende al mio cor la pace ^ io ti perdono.
Per te del gran Guerriero (ad Agma,)
Onor del greco impera.
Amabile catena*
Al sen mi stringerà,
Nè più 1' antica pena
Quest** alma opprimerai
Coro pena
I Alfin terminerà
Mrh\ Giusto Cielo , in questo istante {da Sé)
Tutti scordo i mali mei ^
Quella pace ch'aio perdei
Tutta or déggio al tuo favor f
Ah di duo! io morirai
Se penar doversi ancor/
Ma novello arder io provo
Che mi scuote , che vai* accende $
Dolce speme in cor mi scende »
E m^ invita a giubilar.
Con S4 ^ appresti^ a giabiUr» {partom}
m PATROCLO
^7
SCENA VH.
Gran Padiglione d** Agamennone come prima.
Taltibio ^ indi Argia.
Tale. Cjiorno fatale è questo
Al Greco Impero, Ettore ha vinto, e invano
Senza Achille si regge oggi al Trojano,
Ar^. Taliibio , è ver quanto confusa voce
Sparse d' inlomo Patroclo?. . .
Talt. Pur troppo
È vero j Argia io vidi
Questo prode Guerrier estinto in Caimpoa
Arg, Corri adunque ad Achille e lo consola >
, In si funesto istante, sol l'idea
Che Briseide è già sua, or eh' è pentito
De' suoi tr^corsi il Rt;, . • .
Tak, Sieguo veloce ^
Argia, il tuo consiglio
Che PEroe paò involar dal 5uo periglio, {par)
Arg. Oh / Cielo ^ a quanti affanni.
L'amicizia e il djver guidano il core /
Di Briseide 1' amore
Al cor mi parla, e mi lusinga appieno
Destar riconoscenza entro il suo seno.
Se pietade , o Numi , avete
Secondate il suo desio ^
Sol di voi spt^rar poss** io
Dolce calma al suo dolor.
Già la speme lusinghiera
Or mi va parlando al core ^
Fugi^e ogn' ombra di ti u jre
' E comincio a respirar;
Godrò aliin che; amica sorte
Ponga iSne al suo penar. (^parte)
XA MORTE
S*C E H A VIIL
Gran Campo dei Greci in disordiue.
Guerrieri ^ che portando Ìl cadauere di Patroclo
piangono su di quello 5 ìndi Achilh.
iyj-isero 5 a che ti trasse
[Desio di gloria e onore j>
jUn ostinato core ,
Coro barbaro destin /
jViltima rimanenti
liNcl fior degli anni tuoi
iQual perdita per noi/
Oli / giorno di ter or.
j{ch> Qual flebii pianto è questo ^
Che mi penetra Talma?
La cagioa di tal duol deh / nni svelai®.
|F"gSÌ) Signor , deh / fuggi ^
^ ]0 di dolor morrai;
J Nè ricercar giammai
VQuale ...
j4ch. Saperlo io vo
'^Mira il cadavere
[Hi quel che amasti ,
Coro {ohe a mone orribile
Tu condannasi! :
^Etior r uccise.
Aiih, Ah • . . (me/z<"^
Oh ! mio Patroclo j in qual^
Aspètto a me ritorni /
Quante ferite in vollo ,
Quanti ritrovo in te segni di morte ?
la quelle luci smorte
m FATROGL© ^9
la quante guise e quante
Seguo il dolor le vie del pianto. 11 core
Non resiste A'* \cliille a tanto orrore
Ah! di qaest'elino, che il mio pianto or bagna.^
Duaqa^ ì\ fronte in vano
Ti cinsi di mia mano ^
E quesl' acciaro , un ^g^Grr^o
Sirage e terror dtd campo ,
Dal brando ostil non lì servì di scampo *?
Oli / delusa mia speme / oh / caso rio/
Chi provò affanno più ccudel del mio 1
Il tetro suono ascolto
De' pr >di miei dolenti ^
E i flebili lamenti
Del tenero mio cor.
Amico sventurato ^
Ch' io stesso trassi a morte 5
Deh / non .odia<*mi almeno ,
E accogti nel tuo seno
L^tìUimo a.nplesso ancor,
Qsi ode uri giuUi^o saom^
Coro ^Ma chi s** appressa?
! (ìiunge Briseide.
I Vieni , e consola {a Bris '^
Il tuo Signor.
deh, Qiial suon mi sveglia ?
Chi yeda^ oh / C\qì {yedendo camp» Bri,^
ÌTi caJma^ © caro ,
In tal momento
Gii j i , contento
^li vento al cor.
Tra mille pene ,
vìillr; tormenti ^
Dolci contenti
Co^ttcede amor.
So
XA MORTX
SCENA ULTIMA.
Agamennone^ Soldati^ e dótti.
Aga. ryjloderaìl duolo^ Achilie, al mio «en vieau
Oggi al ben della Patria
Sacrificar dobbiamo
Gli affettile il sangue aaoor .. Tao sia Toggetto
Del tuo tenero affetto ^
il tuo ben , P amor tuo 5
t»' adorata Briseide :
Kccoti 5 o Prence^ io te U rendo : ohìaì
L'eira deponi, e rasserena i rai,
Ach, Briseide j Idolo mio ^
Bris. In quale istante, oh! Dio 5
Ti riacq^iisto ^ mio ben /
L' armi riprendi 5 e voU
L' amico a vendicar.
Coro Arma ii braccio e del nemico
Vieni a far orrendo scempio :
La vendetta sia d"* esempio j
Non ascolti la pietà.
Ach* Ebben , si vada A me queir armi: atroce
Terribile vendetta ,
(j}rende P élmo y e la spada)
Ombra dolente , avr ^i : tu stessa ^ 0 eara ,
Mftggior coraggio infondi al braccio mio-
Tutta, già tutta io sento
La possanza d' Achille in tal momento.
Vadasi, o Greci. Ettore pera , e in quest©
Giorno di morte , di vendetta , e affanno 5
Salva la Grecia sia, spento il tiranno.
ÌAh ! sì vada , si corra al cim«Mito
Già e** iavitaa le tro nbe guerriere ^
Coraggiose combaitna le scbiere ,
£ ti'ioafi di Grecia Toaor.
DI PATROCLO
Kch. Si, miei fidi, compagao ra"* avrete.
Bris. li favore Je'lNumi v'attende
Xga. La vendetta nostr'* anime accende:
ÌDuce al braccio de' foni la glori
Con Achille compagna vittoria
Sarà sempre del Greoo valor.
Firn dei Dramnm%